I politici nostrani, dai semplici candidati comunali ai grandi deputati, alla conquista di internet.

Come novelli conquistatori di un far west elettronico i politici di tutti i livelli stanno “occupando” internet.
Una bella notizia a prima vista. (Sopratutto per chi come noi vive sulla realizzazione di siti internet.)
Ma perchè a prima vista? Ok per risponderti parafrasando (e scomodando) Sant’Agostino potrei dirti che chiedendo alla maggior parte dei politici cos’è internet la risposta potrebbe essere:
“Se non me lo chiedi lo so; ma se invece mi chiedi che cosa sia internet, non so rispondere”
Noto un certo spirito di arrembaggio verso il web, bisogna esserci, ma poi una volta comprato il proprio bel dominio… ( quando lo si compra, perchè vedo tante belle pagine pubbliche solo su Facebook o blog hostati su blogger…) sembra finire la fantasia.
Si ricicla qualche comunicato e lo si pubblica e poi… il buio ed il freddo…
E girovagando per la rete se ne trovano ad iosa di questi siti in uno stato di morte non dichiarata ma evidente.
E non parliamo dei grandi partiti! “Obama ha vinto grazie ad internet” si sente dire sempre più spesso. Tralasciando i mille altri fattori che hanno influito, non possiamo pensare di fare un copia-incolla della piattaforma di Obama e avere lo stesso effetto qui in Italia. Anche perchè il grande merito di Obama non è stato quello di avere una buona piattaforma, ma di saperla utilizzare e mantenerla viva.
Eppure qui da noi iniziative come Pd Network prima e Forza Silvio.it più recentemente vanno a popolare la lunga lista dei social network denominati “se-facebook-ha-milioni-di-iscritti-ci-provo-pure-io”, senza aggiungere contenuti concreti o punti di innovazione.
Innovazione che, come dicevo, non deve per forza essere “tecnica” ma sopratutto comunicativa. Il web è uno straordinario canale di comunicazione one to one, non con un pubblico generico ma con te che leggi, che non sei un numero che compone uno share, ma puoi essere parte attiva del mio discorso e della mai attività.
Questo però non vuol dire creare un social-network e stringerlo in strette maglie o abbandonarlo ai propri utenti, ma PARTECIPARE, ascoltare, rispondere.
Insomma, è un bene che i politici si affaccino al web, ma speriamo che capiscano come utilizzarlo.
P.S.
Prima di ricevere critiche arrabbiate nei commenti… ho visitato anche siti veramente ben fatti, curati e sopratutto SEGUITI. Purtroppo sembrano essere l’eccezione.
Pubblicato il: 2 Giugno, 2009
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